Le 10 cose che non sai sulle Sigarette Elettroniche


Sulla sigaretta elettronica ci sono stati tanti studi, che in momenti diversi hanno attestato tutto ed il contrario di tutto, chiamando in causa anche sostanze più cancerogene del tabacco.

donna fuma sigaretta elettronica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è contraria sul loro uso, reputandole pericolose per la salute ed uno stimolo per i giovani ad iniziare a fumare, con la scusa che causano meno danni delle sigarette. Senza contare che uno studio recentemente pubblicato sostiene che dal processo di vaporizzazione si formi della formaldeide,  più pericolosa della nicotina. 

1) Comparazione dei danni con la sigaretta tradizionale

Mettendo a confronto i danni causati dalle bionde rispetto all’elettronica in diverse ricerche, con quest’ultime è evidente nelle persone che ne fanno uso. Possono palesarsi i classici sintomi dell’astinenza da fumo come l’insonnia, la fame e l’ansia: questo dipende anche da quanto si era abituati a fumare prima. Ridurre il tabacco di solito porta ad un miglioramento generale della salute, anche se nella prima settimana di astinenza potrebbero esserci dei sintomi insoliti, dovuti dallo smaltimento nella nicotina e del catrame nell’organismo.

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2) Aiuto psicologico

Fumare sigarette elettroniche da modo ai pazienti di sedare l’ansia e lo stress, pur non rendendosene conto. Diverse ricerche mostrano che chi fuma rischia di essere più soggetto a depressione, difficile da curare. Anche nel momento della necessità di smettere di fumare, l’elettronica rappresenta uno strumento importante dal punto di vista psicologico e sociale per rimanere ancorati a se stessi. Sempre se si vuole rimanere ancorati a se stessi.

3) Una valida alternativa

Sebbene vi siano alcuni studi che ne nascondono la pericolosità, le sigarette elettroniche sono scientificamente (al momento, N.d.R.) il dispositivo più sicuro per aiutare la persona a smettere di fumare.

4) Valutare bene le ricerche

Una certa attenzione deve essere sempre apportata nell’approcciarsi alle sigarette elettroniche, che siano pericolose o meno, è necessario valutare come le stesse siano state presentate. Verifica che le casistiche e le specifiche tecniche, soprattutto, coincidano con l’effettivo uso umano.

5) Sono in grado di far smettere di fumare

Considerando che se si fuma l’elettronica non si è smesso di fumare. Le percentuali di riuscita nello ”smettere di fumare” per chi usa la sigaretta elettronica superano il 50%. E chi non riesce del tutto rimane comunque ancorato all’utilizzo della meno pericolosa elettronica.

6) Nascita della sigaretta elettronica

Il primo prototipo di sigaretta elettronica nasce 50 anni fa nel 1963.

Una idea di Herbert A. Gilbert. La sua costruzione però avviene solo 40 anni dopo grazie all’interesse di un farmacista cinese, Hon Lik che mise a punto una certa tipologia di tecnologia ad ultrasuoni, facendo arrivare sul mercato questo prodotto tanto discusso.

7) Il funzionamento della sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica in pratica salta il processo di combustione tipico delle normali bionde, scaldando il liquido composto da glicerina vegetale e glicole propilenico contenente nicotina a differenti livelli. In questo modo non entrano in gioco né il catrame né il monossido di carbonio. In questo modo, buona parte della pericolosità della normale sigaretta viene a mancare.

8) I tipi di sigaretta elettronica in commercio?

Sono essenzialmente due i tipi di sigaretta elettronica in commercio: quelle che imitano le sigarette reali nella forma e possono essere usa e getta, le più diffuse attualmente è quella il cui liquido nel cartomizzatore può essere rifornito.

9) Quando va sostituita la sigaretta elettronica?

Se si effettua la giusta manutenzione, le sigarette elettroniche sono pressoché eterne. A seconda del sopraggiungere di malfunzionamenti si possono sostituire sia il cartomizzatore che la batteria.

10) Gli effetti sulla salute

Le sigarette elettroniche non contengono tabacco e non presentando il problema della combustione. Questo ci fa intuire che non rechino tanto danno quanto quelle normali. In una scala di pericolosità le bionde tradizionali si pongono al gradino più alto mentre quelle elettroniche di quello più basso. Il che è già un bene se si vuole passare all’elettronica.

 

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