Come mai la data della Pasqua non è fissa?


La Pasqua Cristiana

La Pasqua cristiana si celebra la domenica successiva alla prima luna piena di primavera. E può capitare nell’arco di 35 giorni, dal 22 marzo al 25 aprile. C’è un forte legame con il calendario lunare dal fatto che la Pasqua cristiana trae origine dalla Pasqua degli ebrei.

Ancora oggi gli ebrei utilizzano un calendario i cui giorni durano quanto un ciclo lunare, perciò 29 o 30 giorni.

 

E’ nel quattordicesimo giorno del mese nissan che viene celebrata la pasqua ebaica, cioè in corrispondenza della luna piena di marzo-aprile. E fino al II secolo, la pasqua si festeggiava il 14 nissan per ricordare la morte di Gesù. La data era questa perché secondo l’evangelista Giovanni, Gesù morì quel giorno.

Una nuova Data

Ci fu in seguito l’esigenza di celebrare la risurrezione del Cristo, stabilendo come data la domenica successiva alla prima luna piena di primavera.

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La Pasqua Ebraica

Proprio nella data di quest’anno 16 aprile 2017 coincide con quella ebraica, 11-18 aprile. E mentre la nostra pasqua festeggia la risurrezione di Gesù, la pasqua Ebraica rievoca la liberazione degli ebrei dalla schiavitù d’Egitto.

 

 

Nel libro dell’Esodo all’interno della Bibbia, viene raccontato che quando gli ebrei erano schiavi in Egitto, scese un angelo della morte, inviato dal Dio degli Ebrei. Esso si fermo nelle case degli egiziani uccidendo tutti i primogeniti. 

Questa storia ti ricorda qualcosa? Si tratta dell’ultima leggendaria piaga d’Egitto. 

L’angelo non si fermo nelle case degli ebrei, che erano segnate dal sangue d’un agnello sacrificale. E alle luci dell’alba, il popolo ebreo fu risparmiato e partì per scappare verso la Palestina.

La parola Pasqua deriva dal verbo ebraico ‘Pasach’ che significa passare oltre.

Nella cena della vigilia pasquale ebraica, viene fatto ancora oggi rivivere l’evento. Mangiando secondo la tradizione l’agnello, che riesuma nei ricordi il sacrificio, con un mix di erbe amare per ricordare l’amarezza della schiavitù ed il pane azzimo ( che non ha gusto ). Il pane azzimo prende il significato della fretta con cui il popolo è uscito dall’Egitto. 

Questa fretta viene riportata anche nel modo di consumare la cena, con i calzari ai piedi e con il bastone in mano e naturalmente anche il ritmo della cena era molto veloce.

 

 

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